The Tempest

di William Shakespeare

Spettacolo in inglese con sopratitoli in italiano
venerdì 4 febbraio, ore 20,30 presso il Cielo sotto Milano
Viale Molise, stazione ferroviaria del Passante di Porta Vittoria
contributo: 15 € / 10 €  under 26 (con esibizione documento.
Per prenotare: organizzazione@ladualband.com
tel: 3404763017
Se è la prima volta che vieni da ottobre 2021, stampa la tessera gratuita della nostra associazione, compilala e portala in teatro per un ingresso più rapido e meno affollato! 
 

Per entrare al Cielo sotto Milano è necessario il Green Pass rafforzato e la mascherina ffp2 

Adattamento di Anna Zapparoli

Regia di Anna Zapparoli

Scene e costumi di Susan Marshall

Musiche di Mario Borciani

Con Benedetta Borciani

Beniamino Borciani

Lucrezia Piazzolla

Alexandro Sentinelli

The Tempest, il capolavoro estremo del Bardo: l’opera che scrisse di ritorno a Stratford, ormai lontano dai clamori della scena londinese. Un dramma romanzesco che è tutto e soltanto magia, a partire dal naufragio, voluto dal sapiente duca di Milano, Prospero, a continuare con gli inquietanti rumori dell’Isola, e con i suoi due abitanti originari: Ariel, lo spirito alto, e Calibano, l’incarnazione del profondo. Un’Isola/palcoscenico/mondo, quella in cui gli esiliati da una Milano che Shakespeare immagina affacciarsi sul mare si perdono, si riconoscono e, attraverso una punizione fittizia, ritrovano finalmente se stessi, ma pagando un prezzo altissimo: la perdita della magia.

 

L’adattamento di Anna Zapparoli, anche regista, prevede quattro attori per i ruoli di Prospero, Ariel, Caliban, Miranda, e i comici Stefano e Trinculo, mentre i naufraghi, i nobili malvagi, sono pupazzi animati da Prospero e Ariel.  Il risultato è una rappresentazione che restituisce al pubblico l'autenticità del verso shakespeariano, sia per chi l’inglese lo conosce bene sia - grazie ai sopratitoli in italiano - per chi si avvicina al teatro in lingua originale per la prima volta; il tutto impreziosito dalle musiche curate da Mario Borciani che, con voci arcane e climi rarefatti, si studiano di rappresentare l’Isola “piena di rumori, di suoni, di dolci arie, che danno gioia e non malinconia”.