Brave brave brave

Franca Valeri e Mina

le vite parallele di due miracoli italiani

uno spettacolo di Anna Zapparoli 

direzione musicale Mario Borciani

con Benedetta Borciani e Beniamino Borciani

La Mina e la Franca sono come la 500: come si fa a non amarle? Mettono d’accordo tutti.

 

Già l’anno scorso la Dual Band aveva in programma di festeggiare le due, l’una per i suoi ottanta, l’altra per i suoi cento anni. Ma lo spettacolo non poté andare in scena a causa del Covid.  Nel frattempo Franca Valeri non c’è più, quindi ancor più significativo vuol essere questo festeggiamento di 100 + 1 e 80 +1.

Le immaginiamo insieme, le due, come furono effettivamente a Studio Uno nel 1966, a dialogare scherzando e prendendosi reciprocamente in giro: e da questa cornice racconteremo, attraverso le loro due storie, un pezzetto di storia della televisione italiana, e dunque di noi.

C’erano tanti modi di essere donna nello showbiz di quegli anni, ma uno imperava:

quello della procacità fisica; era il momento delle maggiorate, e alcune “attrici” si facevano un vanto, e creavano un personaggio, proprio dichiarando che non sapevano fare niente.

 

E invece la Franca e la Mina no: erano lì perché erano brave, erano indiscutibili. Talento puro.

 

La Valeri, classe 1920, scrittrice e show-woman di respiro europeo, come dimostrano il debutto e la fama acquisita a Parigi prima ancora che in Italia. La Franca (come si dice a Milano) appare in tailleurino nero “di lavoro”, quasi una divisa da mimo, e attraversa cento donne, cento accenti, cento classi sociali senza cambiare parrucca o costume, per raccontare con occhio mai volgare i cambiamenti del costume italiano.

 

Mina Mazzini – ma per tutti Mina, come se fosse una di casa – di parrucche invece ne ha cambiate tantissime, e noi ci giocheremo. E di casa lo era, teen-ager prorompente e scatenata nel tinello di tante famiglie italiane nell’epoca del boom: il suo esordio, di pochi anni successivo a quello della televisione, fu un successo immediato e travolgente fin da subito; ma ancor più impressionante è la sua intelligenza d’artista, grazie alla quale la sua voce conosce un’evoluzione prodigiosa: senza rinunciare a molti sconfinamenti nella parodia e nell’umorismo, Mina ricerca e predilige una femminilità quasi sempre infelice, destinata a una inspiegata, ma pur evidentissima, clandestinità. Mina è l’amante, a contrasto con le molte mogli petulanti o frustrate della Valeri.

Poi per entrambe un ritiro parziale dalle telecamere: per la Valeri, l’interesse per il mondo della regia d’opera e il ritorno al teatro da attrice, fino a oltre i novant’anni. Per Mina, sapiente nel suo ritiro quasi mitologico dalla vista di noi mortali, per rimanere nella nostra vita solo come voce (e che voce anche oggi!), lei, la Tigre, resta la colonna sonora inconfondibile e nostalgica della nostra identità.

In questo Studio Uno astrattizzato della Dual Band vivranno alcuni dei più begli sketch della Valeri, interpretata da Benedetta Borciani; Beniamino Borciani sarà invece Mina, e alternerà alcune delle canzoni classiche e irrinunciabili del periodo d’oro con alcune divertentissime dei suoi primordi. E non mancheranno alcuni indimenticabili sketch di Carosello. 

In un mondo di maggiorate, due donne vere, che si fanno strada esclusivamente perché sono Brave brave brave.