Alice - Who Dreamed It?

Pocket Theatre: il teatro inglese fatto in inglese

(spettacoli con sovratitoli)

La Dual Band ha in repertorio una serie di spettacoli che, in virtù del bilinguismo di buona parte della compagnia, propone al pubblico messe in scena e letture drammatizzate in lingua inglese.

 

ALICE - WHO DREAMED IT?

Libero adattamento dai libri di Alice di Lewis Carroll

Regia di Anna Zapparoli

Scene e costumi di Barbara Petrecca

Musiche di Mario Borciani

Con Benedetta Borciani e Beniamino Borciani

Durata: 60 minuti

Età: dai 9 anni

 

Quando un libro per bambini è bello, non è solo per bambini: è per tutti, perché risveglia il bambino che è ancora in ognuno di noi. 

Perché Alice è eterna? Perché è una bambina allo stesso tempo indomita e curiosa, tenera e ragionevole. Alice sogna, ma perfino nel suo sogno riesce a mantenere un buonsenso tanto più solido in quanto affonda le proprie radici nel proverbiale umorismo degli inglesi.

Le apparizioni di sogno (il Bruco, il Gatto, il Cappellaio e tanti altri, sottolineate dalle visionarie scenografie di Barbara Petrecca e dagli effetti sonori di Mario Borciani) che le si fanno incontro -sulla scacchiera/mondo in cui lei sta giocando col ruolo di Pedone- sono spesso divertenti, non di rado sgradevoli, ma sempre illuminate dal lampo dell’assurdo: e lo spirito conciliante di Alice le permette di scendere a patti con ognuna di esse, preparando la bambina a diventare un adulto equilibrato, il Pedone a diventare Regina, e i mostri della notte a convivere utilmente con la realtà di ogni giorno, cavalcando quel crinale sottilissimo che separa - o unisce - angoscia e sense of humour , incubo e  filastrocche per l’infanzia.

 

A causa del perfetto bilinguismo dei due attori in scena, Benedetta e Beniamino Borciani, lo spettacolo è disponibile sia in italiano sia in inglese, consentendo a chi lo desidera di gustare la lingua raffinatissima e al tempo stesso deliziosamente semplice di Lewis Carroll, il professore di logica matematica tanto appassionato ai rovesciamenti di senso e ai giochi di parole, il padre di tutto il surrealismo inglese (e non solo), da Joyce ai Beatles, da Kafka a Oscar Wilde ai Monty Python.