La serva padrona

di G. B. Pergolesi

regia di Anna Zapparoli
direzione musicale: Mario Borciani
con Lorenzo Bonomi, Beniamino Borciani, Clelia Intorre
pianoforte: Federica Zoppis

E’ il 1733, e a Napoli il signor Pergolesi fa una scoperta rivoluzionaria: si può far ridere in musica.

Nata come intermezzo giocoso per un’altra sua opera “seria” (che non ha raggiunto neanche lontanamente la fama di cui gode l’intermezzo), La serva padrona segna a tutti gli effetti la nascita di quella che sarà poi chiamata Opera buffa. L’intera opera è un duetto tra Uberto, ricco e attempato signore, e la sua astuta serva Serpina, che da sempre approfitta della generosità del padrone. Deciso a darle una lezione, Uberto le dichiara la sua intenzione di cercare moglie, ma Serpina si dimostrerà più astuta di lui, e finalmente da serva si trasformerà in padrona. La serva padrona, traboccante di vitalità e freschezza, è - e sempre rimarrà - paradigma della comicità in musica.