Orlando viaggia ancora (nel metrò)

adattamento teatrale dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

Vario, ironico, imprevedibile
come la vita.
Soltanto, in versi.

Immaginate un’enorme cartina geografica che abbraccia tutta l’Europa fino alla Cina (Angelica è figlia del re del Catai). E dentro a questa cartina geografica, immaginate di vedere inseguirsi, come pezzi di una scacchiera, cavalieri,
cristiani e musulmani, che di continuo si scambiano corazze
e elmi e armi e cavalcature; e che nell’inseguirsi si imbattono di volta in volta in castelli incantati, negromanti, maghe, fanciulle bellissime, animali fantastici, boschi, isole lontane. Il tutto sotto il magico ombrello di una cultura umanistica cosmopolita che non ha smesso di dire quel che ha da dire.

Dalle peripezie della bella Angelica all’amore tra Ruggiero e Bradamante, l’assedio di Parigi... fino alla follia di Orlando e il recupero del senno da parte di Astolfo, sulla Luna. Lo spettacolo della Dual Band affronta questo grande capolavoro della letteratura italiana con una cifra distintiva: la Musica, o meglio le straordinarie musiche di Mario Borciani, che propongono una rivisitazione di tutte le forme popolaresche, dal madrigale cinquecentesco alle ballata dei cantastorie siciliani, passando attraverso le villanelle settecentesche e le aspre armonie del folk bartokiano. Unica eccezione allo stile musicale dello spettacolo è la scena della follia di Orlando, cantata, o meglio gridata, su una musica rock. In scena i membri della Dual Band, alcuni giovani e valentissimi attori e due giovanissimi esordienti. Tutti insieme racconteranno “l’audaci imprese… che furo al tempo che passaro i Mori/d’Africa il mare..”, convinti della forza e della grande attualità del messaggio ariostesco. 

ORLANDO FURIOSO (QUASI UN MUSICAL)

dal poema di Ludovico Ariosto 

di Anna Zapparoli e Mario Borciani

Una produzione Dual Band

Foto di Mario Mainino