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La Dual Band è lieta di proporre un percorso unitario, Odissee negli spazi,  sostenuto dal Comune nell’ambito dell’ambizioso progetto Milano è viva nei quartieri, che ha coinvolto e coinvolge l’intera città fino a dicembre. La nostra narrazione spazia dall’Odissea maiuscola di Omero a quella minuscola – ma solo tipograficamente – di Farid, un ragazzo afgano che abbiamo conosciuto personalmente, e che ha attraversato da solo mezzo mondo per realizzare il suo sogno: diventare un cittadino inglese. Trenta e più gli appuntamenti, tra cui un emozionante viaggio nelle viscere della città, dove la Storia si potrà toccare con mano: nel gioiello storico del rifugio antiaereo di piazza Grandi, i cui muri parlano, e che il Comune ci permette di utilizzare per un evento-racconto di grande portata emotiva: in ogni cella faremo rivivere una storia vera di guerra, tra cui quella di un cittadino milanese, ora molto anziano, che quel rifugio l’ha vissuto da bambino. 

ODISSEE NEGLI SPAZI: perché Odissea?

Odissea è il racconto di un viaggio, ma non tutti i viaggi sono un’odissea. Un’odissea è un viaggio periglioso e incerto, ma è anche un viaggio che ti fa conoscere mondi diversi. Alla fine di un’odissea non sei la stessa persona che eri all’inizio: odissea è fuori, ma anche dentro di noi. Un viaggio, come per Ulisse, verso casa o, come in troppe storie recenti, da una casa non più sicura verso un luogo nuovo da poter chiamare tuo.

 

ODISSEE NEGLI SPAZI: perché “negli spazi”?

Perché “negli spazi” noi ci siamo già. Da anni ormai Dual Band fa teatro, musica, attività didattica, all’interno di una stazione ferroviaria: un esperimento che ha dato ai non-luoghi della stazione vita e sicurezza, rendendo bello e utile ciò che secondo l’estetica banale è “brutto”. Un atto poetico dove poesia torna al suo significato etimologico di “fare praticamente”.

 

IL PERCORSO

Si tratta di un percorso anche fisico, con 30 eventi che si svolgeranno lungo l’arco di dicembre fra tre location diverse, tutte e tre fascinosamente sotterranee: il Cielo sotto Milano (Viale Molise), il rifugio antiaereo di Piazza Grandi e lo Spazio Polline di Villapizzone, all’interno della stazione ferroviaria di Villapizzone, anch’esso gioiello sotterraneo della famiglia di Artepassante.

 

LE NOSTRE ODISSEE NEGLI SPAZI

 

Odissea di Omero

Il racconto di tutti i racconti narrato in musica, maschere e ombre dalla Dual Band.

(Dual Band, prima nazionale)

 

1, 2, 3 dicembre, ore 20 

4 dicembre, ore 16

5 dicembre matinée, serale ore 20

6 dicembre, ore 20 

 

Adattamento teatrale di Anna Zapparoli

Musiche di Mario Borciani

Ombre di Alessandra Amicarelli

Maschere di Andrea Cavarra

Costumi di Susan Marshall

 

Con, in ordine alfabetico:

Beniamino Borciani (Ulisse, Zeus)

Chiara Claudi (Atena, Calipso, Nausicaa, Circe, Agamennone, la Madre, Telemaco, Penelope)

Silvia Zaru (Omero, Poseidone, Hermes, Demodoco, Tiresia, il Sole, Eumeo, Euriclea, Femio)

 

La storia più bella del mondo, il racconto di tutti i racconti, narrato in musica, maschere e ombre dalla Dual Band.

Saper raccontare bene una storia salva le vite. Lo sa bene Ulisse come lo sa Sheherazade come lo sanno tante altre e altri, principesse o contadini, che popolano la nostra anima di esseri umani.

Una storia di cantori uno dentro l’altro come strati di una cipolla: Omero per primo, il cantore che la leggenda vuole cieco, canta Demodoco, “il cantore che la Musa amava molto, ma un bene e un male gli dava: lo fece privo degli occhi e gli donò il dolce canto”. Poi sarà la volta di Ulisse stesso che si farà cantore della propria storia, e di cui Alcinoo dirà “tu hai una bellezza nelle parole, il tuo racconto l’hai fatto come un cantore, non come quei fabbricanti di false avventure. Fino all’Aurora io resterei ad ascoltarti”; e infine Femio, cantore nella reggia di Itaca, l’unico (insieme all’araldo) che Ulisse risparmierà nella strage finale: “sei già liberato e salvato, cantore armonioso, perché tu comprenda, e racconti anche agli altri.” Anche Zeus e Atena, coi loro siparietti comici che aprono e chiudono la vicenda, a metà tra spettatori e commedianti di varietà, potrebbero rivendicare un qualche diritto d’autore. E ultimi arriviamo noi, che vogliamo cantarla/raccontarla in rispettosa allegria come se fosse la prima volta, sperando di farla amare a chi viene dopo quanto l’amiamo noi.

 

“Appena Penelope l’ha riconosciuto, nel talamo riconquistato, Ulisse torna a raccontare dei Ciclopi, delle Sirene… non è forse l’Odissea il mito di ogni viaggio? Forse per Ulisse-Omero la distinzione menzogna-verità non esisteva, egli raccontava la stessa esperienza ora nel linguaggio del vissuto, ora nel linguaggio del mito, così come ancora per noi ogni nostro viaggio, piccolo o grande, è sempre Odissea.” Italo Calvino, Le Odissee nell’Odissea, 1983 (da Perché leggere i classici, Mondadori 1991)

 

Il cast

Tre attori che sono cantanti d’eccezione, per un fluire senza confini tra parola detta e cantata.

 

Beniamino Borciani è Zeus e Ulisse.
Zeus è uno spettatore distratto di un varietà nel quale a tratti non disdegna di intervenire con voce tonante.

E Ulisse? Quanti Ulissi esistono? Di certo uno per ognuna e ognuno che ascolta questa storia. Giù giù lungo i millenni saremo milioni! A noi è balzato incontro l’Ulisse esule, stanco di naufragi, bisognoso di ospitalità, che ha fame (“il ventre è come un cane: costringe per forza a ricordarsi di lui, anche chi è molto triste”) e chiede il ritorno. E che si interroga sul senso di quella guerra che l’ha reso tanto famoso, certo, ma anche infelice. Piange spesso, Ulisse.

 

Chiara Claudi
Tutto quello che canta Omero viene cantato per la prima volta: quello che Omero canta sulla donna nell’Odissea è destinato a creare un universo, un’enciclopedia di tutte le donne possibili. E Chiara Claudi sarà tutte le dèe e tutte le donne di Ulisse. Atena, Calipso, Nausicaa, Arete, Circe, la madre, e naturalmente Penelope. E sarà anche Telemaco. Una serie di maschere non nascondono il suo volto, ma mettono in evidenza una caratteristica psicologica diversa a seconda del personaggio. 

 

A Silvia Zaru, come a Demodoco, “la Musa un bene e un male dava: la fece priva degli occhi e le donò il dolce canto”. E per questo presterà la sua straordinaria voce a tutti i cantori, Omero stesso, Demodoco e Femio; ma anche al veggente Tiresia. Personaggi che, proprio perché privati della vista, hanno il privilegio di poter guardare il passato e il futuro.

Per info e prenotazioni: organizzazione@ladualband.com

Produzione Alma Rosé

Io ricordo

Reading teatrale ispirato alla vita di Liliana Segre

Di e con Elena Lolli

Spazio Polline, stazione di Villapizzone

3 dicembre ore 20.30

Un conto è guardare e un conto è vedere,
e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere. Liliana Segre
Al centro del Reading teatrale Io ricordo c’è la figura di Liliana Segre, deportata ad Auschwitz nel 1943 e sopravvissuta al campo di concentramento, testimone milanese della Shoah e attualmente Senatrice a vita dal 2018 impegnata nella lotta al razzismo, all’odio, all’indifferenza. Storia personale e Storia collettiva, passato e presente vengono tessuti assieme, come a dire due cose importanti: che la Memoria non serve solo a ricordare ma anche ad agire e che la Storia la facciamo noi. Nelle sue parole non c’è eroismo, non c’è enfasi, ci sono paure e contraddizioni, emozioni, un’incrollabile voglia di vivere, di lasciare una traccia nella coscienza civile, di far sapere che complice di ogni evento è l’indifferenza del mondo attorno.

Per info e prenotazioni: info@almarose.it

 

 

Atalanta, un mito di ragazza – ossia la mitologia greca spiegata ai bambini da Gianni Rodari

Spazio ArTé, stazione di Porta Vittoria

5, 6, 12 dicembre al mattino - 6 recite, due per ciascuna mattina

 

Spazio Polline, stazione di Villapizzone

14, 15 e 16 dicembre al mattino –  6 recite, due per ciascuna mattina

 

Una produzione Museo Farfalla

 

Un’odissea la cui protagonista per una volta è una giovane donna. Museo Farfalla la fa rivivere con l’aiuto dei giovani spettatori.

 

Per info: www.museofarfalla.org   www.fosforo.eu

 

ESODO pentateuco #2

 

Spazio Polline, stazione di Villapizzone

10 dicembre ore 20.30

 

di Diego Runco, Chiara Boscaro e Marco di Stefano

con Diego Runco

Regia di Marco di Stefano

Una produzione Confraternita del Chianti

 

Rudi, istriano di Pola, non è mai emigrato, ma tanti ne ha visti partire sul piroscafo che portava gli esuli in Italia: decide di raccontare la sua rocambolesca storia a un bambino di dieci anni. A fare da cornice due date simbolo: il 25 giugno 1991, giorno dell’Indipendenza della Croazia, e il 18 agosto 1946, giorno in cui una bomba sulla spiaggia di Vergarolla – mai rivendicata da nessuno ma che uccide più di sessanta persone – segna simbolicamente l’inizio dell’Esodo. Ancora oggi non si conoscono i nomi dei colpevoli.

Diego Runco è istriano. Di quelli che hanno nel sangue nazionalità diverse, popoli diversi, diverse lingue: ne ricorda almeno quattro.

 
L’Istria è sempre stata una terra di confine, una zona in cui tracciare una separazione netta tra italiani, croati e sloveni è pressoché impossibile.
Oggi, se si viaggia dall’Italia verso la Croazia, subito oltre il confine c’è un cartello, un cartello che recita le parole “Istra – zemlja dobrih ljudi. Istria – terra di brava gente”. Di questa gente, e anche per questa gente, noi vogliamo parlare.

Per info e prenotazioni: eventi.lebellearti@gmail.com

 

 

Odissee in uno spazio: il rifugio antiaereo di Piazza Grandi

 

Domenica 11 dicembre ore 15

lunedì 12 e martedì 13 dicembre ore 11, ore 14 e ore 15 

 

Potenza espressiva degli spazi. Il rifugio antiaereo di piazza Grandi parla già da solo. La fontana è stata costruita nel 1936 per mimetizzare il rifugio (già sapevano che sarebbe successo tutto! Dà da pensare). Sotto ci sono 24 stanze, che sono state usate soprattutto nel 1944: hanno dunque contenuto odissee individuali. E appena entri lo senti. Si trattava di un “rifugio popolare” (c’erano anche i “rifugi signorili”): popolare voleva dire senz’acqua corrente, con dei secchi appesi a un gancio per l’acqua potabile, e altri secchi per i bisogni corporali. Teneva fino a 450 persone. Il rifugio sotterraneo, di proprietà del Comune di Milano, che ha aderito entusiasticamente alla nostra proposta di dar vita teatrale a questo luogo un po’ segreto, vedrà confluire una serie di racconti sulla “quotidianità” delle guerre, raccontata da “gente normale”. E fra la “gente normale” anche un anziano signore che quel rifugio l’aveva usato da bambino. Una guerra e un racconto per ciascuna stanza. Attualmente le stanze agibili sono sei o sette, mentre le guerre nel mondo sono cinquantanove: purtroppo abbiamo l’imbarazzo della scelta. Un percorso emozionante, adatto ad adulti e bambini.

 

Per info e prenotazioni: organizzazione@ladualband.com

 

Progetto Telemaco – odissee dei giovani

 

Spazio Quarta Parete (stazione ferroviaria del Passante di Porta Vittoria, Viale Molise)

12, 14, 16 dicembre

Tre odissee inedite a cura di compagnie esordienti scelte dalla direzione artistica di Quarta Parete, coerentemente con la sua missione di vivaio di nuove proposte e talenti teatrali.

 

12 Dicembre  ore 21                     

Discorsi senza punto mentre la verità ciao                                 

La compagnia PaT Passi Teatrali porta in scena il testo vincitore della 1^ Edizione del Concorso per la Drammaturgia Contemporanea Under 35 promosso insieme a Teatro fACTORy32 e QuartaParete.   

 

14 Dicembre  ore 19,30                                  

Il sogno di Ludwig         

Ensemble Teatro sono giovani attori, drammaturghi, registi diplomati alla Scuola di Teatro Paolo Grassi. Uno spettacolo che tra scene recitate, clownerie, danze e perfino una fiaba nella fiaba conduce il pubblico alla scoperta della Quinta Sinfonia di Beethoven. Spettacolo per bambini e famiglie.                 

 

16 Dicembre ore 21                       

A voi la scelta                                                                     

Real Game, composta da giovani diplomati all’Accademia 09, mette in scena un’opera che prende ispirazione dalla realtà, dall’imprevedibilità degli eventi, dall’incertezza del futuro… da una serie tv. E non si sa come andrà a finire!

Per info e prenotazioni: 4parete.atelierteatrale@gmail.com

 

FESTA DELLA STAZIONE

presso il Cielo sotto Milano e in tutta la stazione Porta Vittoria

Domenica 18 dicembre a partire dalle 16

 

Danze dal Perù

corridoi della stazione

Domenica 18 dicembre ore 16.15 e 19.40

 

Presso gli spazi Artepassante lavorano ben due gruppi di danzatori peruviani che animano i corridoi di colori e passione, Pies d’Oro e Unidos por una Pasión, promuovendo al tempo stesso la propria cultura e l’integrazione sociale.

 

Oltremare

Teatro il Cielo sotto Milano

Domenica 18 dicembre ore 17 e 20.30 (due recite)

Coro Cantosospeso, CsM

 

Una festa musicale tra Europa, Africa e Americhe, cantando sentimenti condivisi di qua e di là degli Oceani.

Il concerto di Cantosospeso giunge a conclusione del palinsesto delle Odissee negli spazi e accompagna gli spettatori in una festa musicale attraverso i continenti, affidandosi per il repertorio del concerto alla suggestione del viaggio e della scoperta delle culture degli altri, temi da sempre molto cari a Cantosospeso.

“Oltremare”, com’era la meta del viaggio dei nostri migranti dell’inizio del’900 che partivano in piroscafo per le lontane Americhe, ma “Oltremare”, com’è anche il viaggio dei migranti che oggi vengono qui da noi, nei loro viaggi della speranza.

E in questa triangolazione tra  Europa, Africa e Americhe (e chissà, ci potrebbe scappare anche qualche sfumatura Indiana), porteremo i nostri spettatori  alla scoperta dei colori musicali delle diverse culture e del modo di ciascuno di esprimere i sentimenti che sono condivisi  di qua e di là degli Oceani.

Concerto per coro, percussioni, pianoforte.

Per info e prenotazioni: prenota.cantosospeso@gmail.com

 

 

teNero

 

Teatro il Cielo sotto Milano

Domenica 18 dicembre ore 19 (durata: 30 min)

 

Racconto circense scritto e interpretato da Andrea Cavarra e Michela Lo Preiato

Maschere, scenografie e costumi di Zorba Officine Creative

una produzione Zorba Officine creative

 

Un mercante berbero incontra un bimbo su una palma, in un’oasi vicino ad Essaouira. Si riconoscono ma non si conoscono. Dunque raccontano il loro viaggio, a ritroso, viaggiando su trampoli e tessuti aerei, tra spezie e deserto, tra profumi e pericoli, tra catene e fughe infine arrivano al giorno in cui partirono. Ed allora si riconoscono. Un racconto berbero messo in scena con le tecniche circensi, trampoli, fuoco, fachirismo, canto, danza, acrobatica aerea.

Per info e prenotazioni: organizzazione@ladualband.com

Salta, Farid! 

Il lungo viaggio di Farid, scolaro afgano,

che credeva che l’Inghilterra fosse la capitale dell’America

 

Teatro il Cielo sotto Milano

22 dicembre, ore 9 e 11 (matinée per scuole), ore 20.30

 

un poemetto in musica di Anna Zapparoli e Mario Borciani 

produzione Dual Band/Spazio Ginkgo

 

Abbiamo iniziato il viaggio con l’Odissea maiuscola; lo coroniamo con un’odissea minuscola–ma solo tipograficamente: quella del bambino Farid.

 

Un musical nato per essere fatto con ragazzi vede la sinergia tra gli attori della Dual Band e Spazio Ginkgo, che lavora con minori in contesti di fragilità.

Il viaggio di Ulisse, si sa, lo chiamano odissea, ed è un ritorno a casa. 

Ma come si chiama il viaggio di chi da casa - e ancora bambino - è obbligato a fuggire?

Il nostro progetto è nato nel 2010, ma in un momento in cui l’Afghanistan torna tragicamente a far parlare di sé, crediamo che raccontare la storia di Farid alle giovani generazioni sia più che mai urgente. 

Farid, prima di essere uno spettacolo, è una persona vera.

Abbiamo conosciuto Farid personalmente in Inghilterra, a Canterbury, dove lavorava in una pizzeria. Oggi Farid è un cittadino inglese, ma la sua vicenda comincia nel 1998 a Mazar i Sharif, la città della moschea blu. 

Farid era un bambino, e sedeva nel suo banco, a scuola, quando i talebani fecero irruzione nella città, e dettero inizio a uno dei più feroci massacri della tormentata guerra afgana. In sei giorni furono uccise più di seimila persone, tra cui, probabilmente, i genitori di Farid, ma di questo lui non ha la certezza, perché non ebbe modo di scoprirlo. Mani adulte lo trascinarono via, e qui comincia il lungo viaggio di Farid. Il bambino attraversa fortunosamente Afghanistan, Iran, Turchia, Grecia, Italia (particolarmente impressionante il racconto del suo arrivo a Brindisi appeso sotto a un camion) e Francia, riuscendo finalmente a coronare il suo sogno di saltare, in barba ai poliziotti francesi, sul treno che, sotto il mare, lo porterà alla meta desiderata, l’Inghilterra, che lui ritiene essere la capitale dell’America.

Per info e prenotazioni: organizzazione@ladualband.com