Salta, Farid!

Il lungo viaggio di Farid, scolaro afgano che credeva
che l'Inghilterra fosse la capitale dell'America
un racconto in musica dall'intervista a una persona vera

poemetto in musica di Mario Borciani e Anna Zapparoli

con Lorenzo Bonomi, Benedetta Borciani, Beniamino Borciani, Lucrezia Piazzolla

pianoforte: Mario Borciani

tastiera: Federica Zoppis

Recensione di Valeria Gandus (24 ottobre 2013)

 

"Sembra scritta oggi la storia di Farid; mentre in realtà risale al 1998. Un bambino come migliaia di altri che da anni affrontano viaggi lunghi e pericolosi, solcano mari in burrasca su barche colabrodo, finiscono in centri che di “accoglienza” hanno solo il nome.La storia di un bambino che, a differenza di tante innocenti vittime fuggite da guerra e fame, ce l’ha fatta.

E che una sera, in una pizzeria londinese dove lavorava come cameriere, l’ha raccontata a due clienti un po’ speciali: Anna Zapparoli e Mario Borciani, autori e registi di musical “da camera” che l’hanno fatta propria e la portano in teatro con la Dual Band.

Lo spettacolo è sorprendente per la grazia e la passione infusa dai suoi interpreti. Aiutati da una scenografia essenziale ma perfetta (un grande piano inclinato che si apre con sportelli e finestre diventando di volta in volta scuola, cantina, montagna, barca) gli attori, di cui tre bambini, vestono via via i panni di vittime e aguzzini, recitando e cantando su musica dal vivo (tastiere ed effetti audio molto efficaci).  

Sulla scena, gli attori partono dall’irruzione del 1998 dei talebani a Mazar i Sharif, la città afgana dove Farid è nato e ha vissuto per i primi anni della sua vita, e dall’eccidio (in sei giorni furono uccise più di seimila persone) al quale il bambino scampò fortunosamente. Il prezzo pagato per la sua sopravvivenza (dei genitori non seppe più nulla) fu il lavoro in schiavitù, per quattro anni, come tessitore di tappeti.

Fu la sorella Aisha, anche lei salva per miracolo, a ritrovarlo e a pagare l’equivalente di 18mila euro, frutto della vendita della casa e dei terreni di famiglia, per il viaggio che l’avrebbe portato verso la libertà.  

 

“Testa di serpente”, il personaggio più azzeccato dello spettacolo, interpretato da Beniamino Borciani, è il trafficante che intasca il denaro e promette un viaggio sicuro e senza intoppi. Naturalmente non sarà così. Farid attraverserà con altri disperati compagni di viaggio e in condizioni terribili, Iran, Turchia, Grecia, Italia (particolarmente impressionante il racconto del suo arrivo a Brindisi appeso sotto a un camion) e Francia. Riuscirà a raggiungere l’agognata meta – Londra, che credeva capitale degli Stati Uniti – solo dopo aver fatto l’ultimo di molti “salti”: quello sul treno che, percorrendo il tunnel sotto la Manica, lo porterà in Gran Bretagna.  

Oggi Farid è un trentenne cittadino inglese, residente da poco in Australia, e sta per diventare padre. Ma quanti altri Farid giacciono nel braccio di mare fra la Grecia o la Libia e l’Italia?".

Con le parole di chi l’ha visto:

 

“Io sono andata allo spettacolo di FARID BELISSISSISSIMO sono andata il giorno  27 novembre MERCOLEDI la gita che ho fatto con i miei compagni mi è piaciuta molto perchè mi avete fatto commuovere io non sapevo nemmeno dell esistenza de farid e lui che a rischiato la vita per trovare la giusta libertad ha abbandonato tutto e a lasciato tutto e quello che avete detto che si è arraviata con quelllo che lo a rinchiuso a fare tappeti perchè non le ha detto che fine avevano fatto i genitori    COMUNQUE BRAVI BRAVI BRAVI CONGRATULAZIONO SIETE DEI BRAVI ATTORI.... E DEI BRAVO PIANISTI GRAZIE PER AVERMI DATO LA POSSIBILITA DI AVER PARTECIPATO VISTO UN ESPETTACOLO TANTO BELLO RACCONTATO COME MUSICA RECITANDO MA è TUTTO VERO ED è QUESTO CHE MI COMMUOVE BRAVISSISSISSISSISSISSISSISSISSIMI    PS:CERCHERò DI SPARGERE LA VOCE SULLA DUAL BAND COMPAGNI TEATRALE   FANTASTICI,BRAVISSIMI SPERO CHE IL VOSTRO FUTURO SIA RECITA BRAVISSISSISSIMI <3 <3 <3 <3 <3 <3 “

Jacqueline O.S., 12 anni scuola media  di via Colletta, Milano

 

 “la cosa che ci ha colpito di più è stato il modo in cui i ragazzi si sono immedesimati con Farid: ed è proprio dall'immedesimazione, credo, che nasce il motore potente della solidarietà. Ma dalle parole dei ragazzi non emergono solo compassione e immedesimazione: ci sono anche l'ammirazione, lo stupore, l'indignazione e, non da ultimo, il piacere di aver visto uno spettacolo ben fatto.” 

Chiara Pappalardo, insegnante della scuola secondaria di primo grado Carmelita Manara, Milano

 

“Vorrei dirvi quanto ci sia piaciuta la vostra rappresentazione, quanto ci abbia commosso e quanto abbiamo apprezzato il vostro modo di raccontare la storia di Farid. Troviamo che siate tutti molto capaci e bravi e che meritiate veramente di andare avanti nel vostro lavoro e di essere aiutati per poter lavorare ancora meglio. E' giusto che vi venga riconosciuto quanto fate, per questo sono qui, non solo per "lodarvi", ma anche per chiedervi cosa possiamo fare noi per aiutarvi. “

Stefania Sobrero, insegnante della scuola secondaria di primo grado di Via Colletta

 

Questo spettacolo mi ha fatto capire che noi (italiani, europei ecc.) non ci rendiamo conto in che condizioni si trovano molti ragazzi e adulti costretti, per via della guerra, a scappare dal loro stato a un altro facendo viaggi assai pericolosi, cercando in ogni modo possibile di non ritornare nel loro paese d'origine. […] gli uomini non sono oggetti o animali, sono persone, e ogni uomo deve avere i suoi diritti e non deve essere picchiato e trattato male. 

(Alice, IC)

 

Questo spettacolo mi ha fatto capire che il mondo non è mai pronto, è sempre cieco alle cose che ci stanno intorno e che ci saranno nel futuro. 

(Matteo M., IC)

 

Penso di essere fortunato ad avere questi privilegi e ad essere nato in questo luogo e in questo tempo. Bisognerebbe accogliere le persone con la massima gentilezza.

(Luca, IC)

 

Quando abbiamo visto “Salta Farid” c'è stata una scena che mi è rimasta impressa: quando Farid […] si incammina per varcare il confine fra Iraq e Turchia: quella scena mi ha colpito perché sembrava che la strada non finisse mai. 

(Rocco, IC)

 

Anche se noi siamo fortunati perché non siamo in un paese in guerra, non dobbiamo tenerci tutta la fortuna per noi. 

(Lorenzo, IC).

 

Non riuscivo a credere che un ragazzo così piccolo potesse fare un viaggio tanto lungo come questo, ci vuole un incredibile coraggio.

(Luca, IC)

 

Lo spettacolo mi ha suscitato all'inizio compassione per il protagonista, ma alla fine anche ammirazione per Farid che è sfuggito a tutti, anche in situazioni complicate. Secondo me nell'insieme delle scene forma una storia teatrale bellissima, gli attori sono bravi e riuscivano a passare da una scena all'altra senza troppe pause. 

(Matteo B., IB)

 

 

La scena che mi è rimasta più impressa è quella in cui Farid e gli altri fuggitivi percorrono una lunga salita, affamati e al freddo. Mi ha colpito perchè fa capire come sia stato lungo e faticoso il viaggio che hanno dovuto compiere e quanta determinazione abbiano avuto.

Mi ha insegnato anche che non sempre la vita è semplice e qualsiasi cosa succeda bisogna andare avanti, per arrivare al proprio traguardo. 

(Clarissa, IC)