VianDante I: Inferno
 

Un progetto di Anna Zapparoli e Mario Borciani

Un sogno: la bellezza di Dante a disposizione di tutti. 

Dante, non perché è “moderno” o “attuale”, ma, ben di più, perché è vivo. E utile a farci star meglio tutti, anche chi non lo conosce ancora.


Un obiettivo: coinvolgere il pubblico in modo immersivo nel viaggio della Divina Commedia, mostrando Dante non come accigliato Padre della lingua italiana, ma nella sua tormentata interezza di uomo.  

 

Noi abbiamo bisogno di Dante, perché ciò che è bello è anche utile a stare bene; ma anche Dante ha bisogno di noi, perché se non lo leggiamo immergendoci con voluttà nel verso è come se lo condannassimo al silenzio. Tutti, giovani e meno giovani, ci ricordiamo della fatica del decifrare, come se fosse una lingua straniera, il verso di Dante. E, una volta decifrato, è come se non ci fosse più spazio per il godimento.

Quello di Dante è un viaggio. Allegorico certo, ma anche viaggio vero. Dunque cominceremo come lui, per strada, viandanti cui la diritta via è smarrita; e poi scenderemo nell’infera, sferragliante stazione ferroviaria, sede del nostro teatro, il Cielo sotto Milano, per immergerci in una “cucina infernale”: musica concreta, teatro d’ombre, la ridda del cabaret comico di Malebolge, e le scenografie viventi degli attori/mimi/cantanti, capaci col loro corpo di rievocare in un guizzo ogni paesaggio o mostro infernale, “avvolgendo” gli spettatori come se fossero essi stessi all’interno delle bolge, o, se si preferisce, come se fossero Dante stesso. Infine, per questo primo appuntamento, ascenderemo con Dante pellegrino “a riveder le stelle” sul viale Molise.