VianDante I: Inferno
 

un progetto di Dual Band e Song Onlus

drammaturgia e regia di Anna Zapparoli

scenografie e ombre di Alessandra Amicarelli

costumi di Susan Marshall

musiche di Mario Borciani

con Beniamino Borciani (Dante) e Benedetta Borciani (Virgilio)

cast in via di definizione

Un sogno: Dante amato da tutti, non perché è “moderno” o “attuale”, e neanche solo perché c’è il settecentenario (un po’ sì), ma, ben di più, perché è vivo.

 

Un obiettivo: coinvolgere, avvolgere il pubblico nel viaggio della Divina Commedia, mostrando Dante non come accigliato Padre della lingua italiana, ma nella sua tormentata interezza di uomo. Uomo che ha molti punti in comune con noi: è in crisi profonda, talmente profonda che pensa di morire (Il Canto Primo è una vera e propria descrizione di una depressione clinica); ha tanta paura e non sa a chi rivolgersi; è profondamente deluso dalla politica a causa della corruzione, delle menzogne e degli interessi privati delle infinite fazioni; soffre perché vede l’Italia e l’Europa smembrata e in lotta con se stessa; è un precario: il suo ingegno gli permette di vivere al servizio temporaneo del capriccio di questo o quel signore; trova un amico coraggioso con il quale parte alla ricerca di un senso. In seguito a un viaggio, che è interiore, ma anche fisico, trova quello che cercava, e si mette a scriverlo per noi.

 

Un viaggio: uno spettacolo in movimento, un viaggio allegorico, ma anche reale, cui lo spettatore partecipa come viandante che ha smarrito la “diritta via”: cominceremo, dunque, per strada, in Viale Molise. Scenderemo, poi, nell’infera stazione di Porta Vittoria, sede del nostro teatro, gireremo smarriti per i corridoi, dove ci verranno incontro i primi personaggi: Paolo e Francesca, Ciacco, Filippo Argenti. Scassineremo, poi, la porta del teatro, la città di Dite, dove saremo accolti da apparizioni create con il teatro d’ombre di Alessandra Amicarelli e i costumi visionari di Susan Marshall, e ci immergeremo nel cabaret sferragliante di Malebolge. Arriveremo fino in fondo, vedremo di Lucifero le ali sdrucite e sbatacchianti, prima di compiere l’ultimo sprofondo, che si trasformerà in salita, “a riveder le stelle” su Viale Molise. Il pubblico si muoverà insieme all’azione. Ci sarà un dress code: scarpe comode e abiti neri o scuri.

La musica di Mario Borciani sarà una sorta di “stampella emotiva”, all’insegna della contaminazione degli stili, dal monteverdiano a Brecht a Caparezza.

Il progetto nasce anche nel segno di una grande passione sociale: attirare i giovani ai classici. In questo senso, è nata un’alleanza destinata a diventare sempre più importante per la Dual Band: quella con Song ONLUS, l’associazione fondata da Maria Majno con Claudio Abbado, che dal 2011 offre ai giovani l’opportunità di suonare e cantare insieme, nel costante impegno di portare la musica dove ancora non c’è, e si regge su cardini di integrazione sociale e qualità musicale che si ispirano al modello di El Sistema, il dirompente progetto fondato in Venezuela da José Antonio Abreu.

(Nel 2022 il viaggio continuerà fuori dal nostro teatro, su per il Purgatorio e il Paradiso. Ma una cosa per volta.)